L'interazione tra il sistema visivo e il sistema nervoso centrale, e le sue implicazioni per la riabilitazione visiva
Docente nel Corso di Ottica e nei Corsi di Specializzazione in Optometria – IBZ Milano, Laurea Biotecnologie e Biotecnologie molecolari, Ph.D in Neuropatologia e patologia generale
L’interazione tra il sistema visivo e il sistema nervoso centrale è un argomento fondamentale nell’ambito dell’ottica e dell’optometria, con implicazioni dirette per la riabilitazione visiva. Il sistema visivo non si limita alla semplice percezione, ma è strettamente integrato con altre aree cerebrali che elaborano le informazioni sensoriali. Le lesioni cerebrali possono causare deficit visivi non legati a danni oculari, ma a disfunzioni nella capacità del cervello di processare tali informazioni. Questo implica che la riabilitazione visiva debba includere non solo il miglioramento della funzione oculare, ma anche il trattamento delle modalità di elaborazione cerebrale. Un aspetto cruciale in questo ambito è la plasticità cerebrale: la capacità del cervello di adattarsi e riorganizzarsi è fondamentale per i processi riabilitativi. Terapie che stimolano l’attività visiva possono favorire il recupero funzionale, facilitando la riorganizzazione delle aree cerebrali coinvolte nella visione. Tecnologie avanzate, come occhiali intelligenti e realtà aumentata, hanno dimostrato di migliorare l’interazione tra il sistema visivo e quello nervoso centrale, utilizzando ambienti virtuali per l’esercizio e il miglioramento delle abilità visive. Inoltre, l’importanza di un approccio personalizzato è emersa in studi recenti, che sottolineano la necessità di adattare la riabilitazione alle specifiche esigenze del paziente per ottenere i migliori risultati. In conclusione, un approccio multidisciplinare integrato è essenziale per affrontare le sfide della riabilitazione visiva e migliorare la qualità della vita dei pazienti. In questo contesto, la figura dell’ottico optometrista riveste un ruolo centrale, in quanto professionista in grado di combinare le competenze tecniche refrattive personalizzate, consentendo interventi riabilitativi multidisciplinari efficaci.
DP: All by Myself
Docente nei Corsi di Specializzazione in Optometria – IBZ Torino
La distanza interpupillare (IPD) è una misura fondamentale nella progettazione di dispositivi ottici. La sua corretta misurazione è essenziale per garantire il comfort visivo e l’efficacia della prescrizione. Esploreremo i metodi di misurazione, con particolare attenzione alle soluzioni offerte dagli smartphone. Questi dispositivi, grazie alla crescente disponibilità di app dedicate, stanno trasformando il processo di misurazione, rendendolo più accessibile e pratico. Tuttavia, misure errate della IPD possono portare a problemi visivi, discuteremo quindi le implicazioni cliniche e pratiche delle misurazioni imprecise.
Misurare e prevedere l’adattamento agli occhiali progressivi
Docente a contratto Università di Firenze, I.R.S.O.O.
È stato sviluppato un questionario con lo scopo di valutare la soddisfazione associata all’utilizzo di un occhiale progressivo, in relazione a determinate caratteristiche del soggetto e alla capacità di svolgere di alcune attività quotidiane. Prima prescrizione di progressive, miopia, refrazione non corretta e calzata della montatura non adeguata sono fattori che predispongono a maggiori difficoltà di adattamento. Invece non emerge correlazione con l’età e l’entità di astigmatismo. La somministrazione del questionario online ha permesso di individuare soggetti che, pur non essendo tornati spontaneamente in negozio, mostravano sintomi significativi di non adattamento. Nella quasi totalità dei casi è stato possibile individuare e risolvere il problema, migliorando la soddisfazione e il comfort del cliente.
Ortocheratologia nella gestione della presbiopia: strategie e risultati
Docente a contratto Università di Firenze
L’ortocheratologia si è ormai affermata come una valida strategia di correzione per la miopia e l’astigmatismo, ma il suo impiego nella gestione della presbiopia è ancora poco comune e raramente esplorato nella pratica clinica, malgrado la crescente domanda di soluzioni alternative agli occhiali. Questo approccio innovativo, che prevede il rimodellamento corneale tramite l’uso di lenti a contatto rigide gas permeabili specifiche, presenta potenzialità significative meritevoli dell’attenzione degli specialisti. In questo intervento, verrà analizzato il meccanismo d’azione dell’ortocheratologia nel contesto della presbiopia, evidenziando la nostra esperienza nell’applicazione di questa metodica. Saranno presentati casi clinici che dimostrano l’efficacia dell’ortocheratologia nel migliorare la visione naturale da vicino, oltre a discutere i benefici pratici e le sfide associate a questa modalità innovativa.
I costi sociali degli errori refrattivi
Docente nei Corsi di Specializzazione in Optometria – IBZ Bologna e Milano, Assegnista di Ricerca Università di Torino, Presidente SOPTI
Gli errori refrattivi rappresentano una delle principali cause di disabilità visiva a livello globale, con un impatto significativo sia a livello economico che sociale. Il costo sociale di questi disturbi include spese dirette per la correzione visiva (occhiali, lenti a contatto, chirurgia refrattiva) e costi indiretti, come perdita di produttività, riduzione della qualità della vita e oneri per i sistemi sanitari pubblici. A livello globale, il costo della correzione degli errori refrattivi è stimato in miliardi di dollari all’anno, con differenze regionali legate al reddito pro capite e all’accesso ai servizi sanitari. Inoltre, gli errori refrattivi non corretti contribuiscono a perdita di produttività, stimata in centinaia di miliardi di dollari, soprattutto nei paesi a basso e medio reddito. Gli impatti sociali includono difficoltà educative, barriere occupazionali e isolamento sociale, aggravati dalla progressione di condizioni come l’alta miopia, che aumenta il rischio di gravi complicanze oculari. Le strategie di prevenzione e gestione, come la diffusione di programmi di screening, interventi precoci e tecnologie innovative, potrebbero ridurre significativamente questo onere economico e sociale.

